Racconto di Natale 2013

L’albero di Natale mi ha sempre fatto pensare al triangolo di Sierpinsky. Un triangolo fatto da tre triangoli composti a loro volta da altri triangoli, e così all’infinito fino a ottenere un oggetto formato da infiniti triangoli dai quali non è possibile risalire alla forma che l’ha generato, al punto che se iniziassimo disponendo tre pecore ai vertici del primo triangolo, dopo innumerevoli passaggi ci ritroveremmo con qualcosa di assolutamente identico a ciò che otterremmo partendo da tre biciclette. Spostandoci lungo le due direzioni temporali possibili, quella di costruzione o smantellamento della struttura, la scopriremmo sempre identica a sé stessa, in un’assoluta reversibilità temporale figlia dell’infinita complessità dell’oggetto ma senza alcuna speranza di ritrovare più le nostre pecore o le loro biciclette.

Non so perché penso ai regali di Natale sempre il pomeriggio della vigilia. Forse perché solo l’incombere della scadenza ci obbliga a uscire di casa, e anestetizzati dal traffico e dall’ansia della chiusura dei negozi proviamo un’esaltazione eroica nel procurarci i simboli necessari per la partecipazione al rito comune. In fila davanti a una cassa e in mezzo a persone che ci urtano e ci passano avanti perché il loro stress è maggiore del nostro e il loro tempo più prezioso, la nostra mente va al poliziotto che passeggia sempre più vicino alla nostra auto posteggiata in doppia fila davanti alla fermata dell’autobus. E a un certo punto, inevitabilmente ma in un istante ogni volta diverso, ci allontaniamo da quello che ci circonda e ci accorgiamo di aver già vissuto quel momento molte altre volte, sempre davanti quella cassa e con la stessa bottiglia di vino tra le mani. In quella frazione di secondo vediamo come quell’istante sia la sovrapposizione degli stessi gesti, ripetuti identicamente anno dopo anno, e che andranno a formare quelli degli anni a venire diventando un solo unico immutevole gesto, che ci regala l’illusione della reversibilità e ci permette di non chiederci quando questo inganno verrà meno, non lasciandoci immaginare la stessa domanda nella mente di qualcuno il cui sguardo potremmo incrociare proprio oggi. Rassicurati dalla perfetta immobilità della fila, oscilliamo lungo la linea delle infinite vigilie alla ricerca di una fragile conferma, sperando che non arrivi mai il nostro turno.

Il suono ripetuto di un fischietto lacera la membrana che mi protegge e mi ritrovo in strada, con una bottiglia di vino in mano che non ricordo se ho già pagato o pagherò la prossima volta. Mi affretto verso la macchina, cercandola nella mente tra i mille parcheggi che questa mi propone, e che spero abbiano una coerenza temporale per guidarmi verso quello più vicino. Anche di chiusure di negozi la memoria mi offre un’interessante collezione, ma tra tutte non riesco a trovare proprio quella che mi salverebbe e questo non mi aiuta a trovare la macchina, perché ora l’ansia si impossessa di me e le immagini scorrono veloci sovrapponendosi le une alle altre, non so più se mi sto muovendo in avanti o all’indietro, vorrei tornare al negozio per pagare la bottiglia di vino spiegando che non avevo intenzione di scappare ma mentre mi scuso allargando le braccia la bottiglia sfugge alle mie mani e finisce in terra, mi concentro sul rumore che farà toccando il suolo per capire se andrà in frantumi oppure no, ma prima che il rumore mi raggiunga gli occhi mi mostrano qualcosa, deve essere lei, l’abbiamo trovata, forse siamo salvi, anche quest’anno riusciremo a fare tutto quello che c’eravamo prefissi, forse i negozi non hanno ancora chiuso, o forse non chiuderanno mai, impietositi dalla nostra imperfezione e dalla nostra solitudine, la bottiglia non è arrivata in terra e forse non si romperà, o almeno non oggi, allora respiriamo più tranquilli e rallentiamo il passo, ci avviciniamo con speranza e gratitudine all’immagine verso la quale ci hanno guidato i nostri ricordi, e finalmente le ritroviamo, esattamente lì dove le avevamo lasciate all’inizio di tutto, la nostra pecora e la sua bicicletta.

25/12/2013

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